Premio Nazionale di Poesia

Giovanni Gigliozzi
Membro della Giuria

«Rosa fresca aulentissima...» così uno dei primi contrasti della Scuola Siciliana. Fin dagli inizi la poesia — nella storia letteraria del nostro paese — privilegiò il fiore. E anche nelle letterature greca e latina, dalle viole incantate di Saffo ai gigli del mite Virgilio è tutto un fusciar di petali e un alitare di profumi.
E a guardar bene, anche nella poesia più recente, un'ombra di fiori rimane sempre. Per non parlare poi dello stornello popolare che è passato poi nella musica colta del melodramma. Dallo stornello del Pastorello della "Tosca" alla spavalda ribalderia di "gna Lola" che canta in una Sicilia verghiana uno stornello toscano:

«Fior di giaggiolo
gli angeli belli stanno a mille in cielo
ma bello come voi ce n'è uno solo».

E allora come non essere d'accordo con l'iniziativa dell'E.P.T. di Pistoia, che, in collaborazione con il comune di Chiesina Uzzanese, bandisce una gara e invita i poeti a cimentarsi in singolar tenzone per cantare "il fiore"?
A riportare per il passato il "guiderdone" della vittoria furono rimatori insigni, quali Luciano Luisi, Massimo Grillandi, Aldo Fabrizi, Claudio Angelini, Domenico Purificato, Elio Filippo Accrocca. E per quest'anno è già pronto un serto di fiori per incoronare il poeta vincitore durante la gran festa finale. "Belle rose porporine...".
Ma chi sarà il fortunato?

Testimonianza tratta dal libro edito per il decennale del Premio