Silvio Gigli
Comitato Fondatore del Premio
Membro della Giuria
Quando, dieci anni orsono, Renzo Cosci in nome dell'E.P.T. di Pistoia, si rivolse a me per una collaborazione ad una manifestazione da svolgersi a Chiesina Uzzanese in quel di Pescia, in occasione di alcuni festeggiamenti legati ai fiori che da quella zona partono per profumare grandi e piccoli centri del nostro paese, io che organizzavo già il festival della poesia bacchica in quel di San Gusmè nel Chianti classico, scattai di gioia pensando che i fiori avevano qualcosa di più amorevole e dolce del vino: parlavano ai cuori e spandevano profumi nell'aria. Mi ricordai di ciò che mi aveva detto un grande toscano, il famoso Pietro Mascagni, in una delle visite che gli facevo nella camera 220 dell'Hotel Plaza di Roma (laddove, ahimè, ci lasciò per sempre). Mascagni ricordava sempre di aver scritto, quand'era ancora direttore della banda di Cerignola, la celebre "Cavalleria rusticana" senza mai essere andato in Sicilia, come Bizet non era mai stato in Spagna quando scrisse la "Carmen", e mi diceva: «Le mie musiche hanno tutto un sapore toscaneggiante. Basta pensare allo stornello toscano che inizia sempre con il "fiore": "Fior di giaggiolo..." io scrissi, ma avrei potuto appellarmi alle rose, ai garofani, alle viole. Sono di Livorno e per raggiungere la mia città devo attraversare la zona dei fiori più bella d'Italia, quella di Pescia».
Fu dunque lui, il grande sor Pietro a darmi l'aire di collaborare con Cosci alla organizzazione del premio con soggetto "il fiore" da svolgersi a Chiesina Uzzanese, quello storico, originale villaggio, che oggi accoglie tanti e tanti visitatori, tanti turisti che ne restano innamorati e, oserei dire, profumati dai fiori locali del pesciatino.
Il premio ebbe subito successo. Fra i vincitori figurano nomi di uomini di lettere di chiara fama, ma anche personaggi legati ad altri mondi, come quello dello spettacolo, attratti non solo dal premio materiale, ma dal soggetto e dall'ambiente dov'esso si svolge. Il più bel fiore dunque, il più attraente, è Chiesina, un fiore che può ben figurare all'occhiello di chiunque voglia far penetrare il suo profumo nel cuore che batte per ridargli quella vita che ha perduto avendolo staccato dallo stelo.
Testimonianza tratta dal libro edito per il decennale del Premio
