Premio Nazionale di Poesia

Roberto Gervaso
Vincitore dell'edizione 1998

Roberto Gervaso è nato a Roma il 9 luglio 1937. Ha studiato in Italia e negli Stati Uniti ed è laureato in Lettere moderne.
Collabora a quotidiani e periodici, alla radio e alla televisione, dove è commentatore politico e di costume, e da decenni si dedica alla divulgazione storica. Con Indro Montanelli, per la Rizzoli, ha firmato sei volumi della «Storia d'Italia»: L'Italia dei secoli bui, 1965 - L'Italia dei comuni, 1966 - L'Italia dei secoli d'oro, 1967 - L'Italia della Controriforma, 1968 -L'Italia del Seicento, 1969 - L'Italia del Settecento, 1970.
Ha pubblicato sette biografie: Cagliostro (Rizzoli 1972), Casanova (Rizzoli 1974), I Borgia (Rizzoli 1976), Nerone (Rusconi 1978), Garetta (Rizzoli 1982), La Monaca di Monza (Bompiani 1984) e La Bella Rosina (Bompiani 1991); un grande giallo storico, Scandalo a corte (Bompiani 1987); una storia della Massoneria, I fratelli maledetti (Bompiani 1996); cinque raccolte d'interviste: Il dito nell'occhio (Rusconi 1977), La pulce nell'orecchio (Rusconi 1979), La mosca al naso (Rizzoli 1980), Dente per dente (Rizzoli 1983), Sotto a chi tocca (Bompiani 1994); una raccolta djfinterviste immaginarie, A tu per tu con il passato (Bompiani 1994); due volumi di ritratti contemporanei, Spiedi e spiedini (Rizzoli 1981),E i Sinistri (Mondadori 1997); un pamphlet politico sull'Italia di oggi, Peste e corna (Newton Compton 1996)," tre raccolte di aforismi: Il grillo parlante (Bompiani 1983), La volpe e l'uva (Bompiani 1989) e Aforismi (Newton Compton 1994); uno di confessioni, Dime tutto. Lettera a mia madre (Rizzoli 1985); uno di galateo erotico, Se vuoi che t'ami... (Bompiani 1986); uno sui sentimenti, Voglia di cuore (Borapiani 1993).
Ha vinto numerosi premi, fra cui due Bancarella (L'Italia dei comuni, 1967 e Cagliostro, 1973).
I suoi libri sono tradotti negli Stati Uniti, in America Latina, Spagna, Portogallo, Gran Bretagna, Francia, Germania, Giappone, Bulgaria, Polonia.

 

ROSE VERDI

Vorrei amarti tanto,
Vorrei amarti dì più,
Vorrei amarti troppo,
Ed essere da te riamato.
Ma sei lontana,
E io non posso raggiungerti:
Non posso o non voglio?
Sei ormai un sogno,
E, se ti rivedessi,
Non saprei più staccarmi da te.
Non mi resta che pensarti,
Ripensando alle notti passate insieme,
Fino all'alba e oltre.
Quando ti lasciavo,
Per rivederti la sera,
Colmavo quel vuoto - un'eternità -
Mandandoti non cento,
Non dieci rose: una.
E sempre dello stesso colore: verde.
Frutto di chissà quale faustiano incrocio.
Verde come il colore dei tuoi occhi.
E come lo smeraldo che portavi al dito.
Non ti chiesi mai chi te lo avesse regalato.
Non volevo saperlo,
O forse non m'interessava.
Ma quando ti rivedevo,
E tu mi ringraziavi della rosa,
Questa mi sembrava,
Ma sembrava anche a te,
Più bella e più preziosa
di quel bellissimo, preziosissimo anello.
Te la manderei ancora.
Se sapessi dove sei,
Con chi stai,
Cosa fai.
Ma non lo so.
Rose verdi - ti giuro -
Non le regalerò più a nessuna.
In attesa che tu torni.
Ma non tornerai.
E quel fiore non lo vedrò più.

Poesia vincitrice dell'edizione 1998